Il nostro viaggio attraverso mezzo mondo dura ormai da quasi un anno, e ora siamo giunti in Svizzera con il nostro fidato camper, Roger, accompagnati dalle nostre inseparabili compagne di avventura: Sila e Ginny. Abbiamo deciso di evitare i trafori, troppo costosi, e abbiamo attraversato il confine passando dal Colle del Gran San Bernardo, un luogo carico di storia e fascino.

Sin dall'antichità, questo passo alpino, situato a 2.469 metri di altitudine, rappresentava l’unica via per attraversare questa imponente catena montuosa e collegare l'Italia con l'Europa centrale. Già utilizzato dai Romani e anche da Napoleone Bonaparte, che nel 1800 lo attraversò con il suo esercito durante la campagna d’Italia.

Qui, i monaci dell’Abbazia del Gran San Bernardo fondarono il famoso ospizio nel X secolo, offrendo riparo ai viaggiatori che affrontavano le asperità della montagna. Ma il colle è anche celebre per i suoi straordinari cani San Bernardo, addestrati proprio in questo monastero per il soccorso in montagna. Il loro fiuto eccezionale e la loro resistenza al freddo li resero compagni fidati dei monaci, e ancora oggi il loro nome è sinonimo di coraggio e salvataggio.

San Bernardi a confronto

Attraversare questa strada ci regala un’esperienza indimenticabile: panorami mozzafiato, cime imponenti che si stagliano nel cielo e strapiombi vertiginosi su vallate che sembrano uscite da un libro di favole. Ogni curva ci offre una nuova prospettiva su questo paesaggio selvaggio e affascinante, facendoci sentire parte di una storia millenaria di esploratori e viaggiatori.

La Prima Batosta: La Vignetta Autostradale

Ci avviamo verso la dogana con un certo timore, mentre in camper cala un silenzio quasi solenne. Tra i camperisti circola la leggenda metropolitana che in Svizzera siano particolarmente fiscali riguardo il peso del camper, specialmente con i veicoli italiani. C’è chi racconta di bilance piazzate ovunque, controlli serratissimi e multe salate per chi supera anche solo di un chilo il limite consentito. Insomma, immaginiamo già scene da film: doganieri armati di metro e bilancia pronti a farci svuotare il camper sul ciglio della strada, mentre noi cerchiamo disperatamente di convincerli che la scorta di pasta e sughi non è poi così pesante.

Con il cuore in gola e le mani sudate sul volante, avanziamo piano piano. Sila e Ginny percepiscono la tensione e ci guardano con aria interrogativa. Ci prepariamo al peggio… ma niente. Nessuno ci ferma, nessuno ci pesa, e attraversiamo il confine senza problemi. Fiùù! Tiriamo un respiro di sollievo, questa è andata!

Ma la gioia dura poco. La prima batosta arriva subito, in modo discreto ma letale: la famigerata vignetta autostradale costa ben 40 franchi svizzeri! Un adesivo minuscolo, dal costo esorbitante, che però è indispensabile per viaggiare serenamente sulle autostrade elvetiche. Dopo un attimo di sgomento e qualche esclamazione colorita, ci rassegniamo: paghiamo, attacchiamo la vignetta sul parabrezza e proseguiamo.

Del resto, siamo in Svizzera: la precisione e l’efficienza hanno il loro prezzo! E poi, con tutto quello che abbiamo risparmiato evitando il Traforo del Monte Bianco, possiamo anche concederci questa "piccola" spesa… O almeno, così ci convinciamo per non pensarci troppo!

Villeneuve e la Scoperta della Natura Svizzera

La nostra prima tappa svizzera è Villeneuve, una graziosa cittadina situata sulla riva del Lago di Ginevra. Qui esploriamo la Riserva Naturale di Grangettes, un’area protetta ricca di fauna e flora, il suo colorato centro storico e passeggiamo lungo il suo incantevole lungolago. Una visita al supermercato ci lascia senza parole: i prezzi sono proibitivi! Sei uova costano ben 8 franchi svizzeri! Decidiamo di limitardi all’acquisto di beni di prima necessita: una pagnotta di pane, per il resto… beh daremo fondo alle nostre riserve sul camper.

Montreux e il Mito di Freddie Mercury

La nostra vera avventura in Svizzera inizia con una notte trascorsa sulle alture di Montreux. Scopriamo presto che, sebbene il paese sia estremamente camper-friendly di giorno, la situazione cambia drasticamente di notte: il parcheggio è vietato quasi ovunque, costringendo i viaggiatori a cercare un campeggio, spesso troppo costoso per il nostro budget. Dopo una breve ricerca su Park4Night, troviamo un piccolo parcheggio dove la sosta notturna è tollerata. Ma che strada per raggiungerlo!

Affrontiamo con Roger una salita impressionante del 20%. Con nostra grande soddisfazione, supera l'impresa con scioltezza, portandoci in un punto panoramico mozzafiato. Da lassù, il Lago di Ginevra si estende come uno specchio d’acqua infinito, riflettendo le luci delle città lungo le sue sponde e le cime delle Alpi sullo sfondo. Il panorama è impagabile.

Il giorno successivo ci immergiamo nell’atmosfera di Montreux, città dal fascino elegante e cosmopolita, famosa per il suo Montreux Jazz Festival, ma anche per essere stata il rifugio di Freddie Mercury negli ultimi anni della sua vita. Sul lungolago visitiamo la statua a lui dedicata, dove i fan lasciano fiori, lettere e oggetti in suo onore. Il legame tra Freddie e Montreux è profondo: trovò in questa città la pace e l’ispirazione per scrivere alcune delle sue ultime canzoni, registrate nei Mountain Studios, ora trasformati nel Queen Experience Museum. Entriamo nel museo e ci ritroviamo circondati da memorabilia, strumenti originali e registrazioni inedite della band, un vero tuffo nel mondo dei Queen.

Proprio quel giorno, mentre passeggiamo lungo il lago, veniamo coinvolti in un'atmosfera di festa. Scopriamo di essere capitati a Montreux nei giorni a ridosso del compleanno di Freddie, e la città è in fermento: flash mob, concerti tributo e spettacoli si susseguono, con fan arrivati da ogni parte del mondo per celebrare il loro idolo. È un’esperienza incredibile, un momento di pura magia in cui la musica e il ricordo di Freddie uniscono le persone in un’unica grande celebrazione.

Festival di Freddie Mercury a Montreaux

Lasciamo Montreaux sotto la pioggia e attraversiamo la regione vinicola del Lavaux, patrimonio UNESCO, famosa per i suoi terrazzamenti vitati che si affacciano sul Lago di Ginevra. Questo paesaggio spettacolare è rinomato per la produzione di Chasselas, un vino bianco raffinato che si abbina perfettamente ai formaggi locali.

Losanna e Neuchâtel

Giungiamo a Losanna nel cuore della Svizzera francese, adagiata sulle sponde del Lago di Ginevra e circondata da dolci colline ricoperte di vigneti. Dopo un lungo viaggio, troviamo parcheggio solo in una zona periferica, ma non ci lasciamo scoraggiare. Zaino in spalla, ci incamminiamo per un piccolo trekking urbano che ci porta alla scoperta della città.

Visitiamo la Torre di Sauvabelin, un'affascinante struttura in legno situata in un parco verdeggiante. La salita è impegnativa, ma la vista dalla cima ripaga ogni sforzo: uno spettacolo a 360° che spazia dalle montagne al lago fino alla campagna circostante.

Passeggiamo tra le stradine acciottolate del centro storico, dove l’atmosfera medievale si mescola con la vivacità moderna. La nostra prima tappa è la Cattedrale di Notre-Dame, uno dei massimi capolavori del gotico in Svizzera. Le sue imponenti guglie, i raffinati rosoni e la grande navata ci lasciano senza fiato.

Curiosi di scoprire le particolarità di Losanna, ci dirigiamo verso il Quartiere del Flon, un'ex area industriale trasformata in un vivace centro culturale con negozi, gallerie d'arte e caffè alla moda. Qui si trova anche il famoso orologio musicale, un'attrazione che attira turisti e residenti con il suo spettacolo di figure in movimento a ritmo di musica. Tuttavia, forse a causa delle aspettative troppo alte, l'esibizione ci lascia un po’ delusi.

Quando la pioggia inizia a cadere, decidiamo di ripartire, lasciandoci alle spalle questa affascinante città per dirigerci verso il Lago di Neuchâtel.

Troviamo un parcheggio vista lago in un caseificio, che ci permette di sostare in cambio dell'acquisto di formaggi locali. Assaporiamo deliziosi tomini e groviera con vista sul lago: un’esperienza autentica e indimenticabile. Il giorno successivo il sole fa capolino e ci rimettiamo in marcia.

Bienne e Basilea: Tra Storia e Cioccolato

Facciamo tappa a Bienne (Biel in tedesco), una graziosa città bilingue situata sulle rive del Lago di Bienne. Nota per la sua lunga tradizione nell’orologeria, ospita le sedi di alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo, come Omega e Swatch. Dopo una breve passeggiata tra il centro storico e il lungolago, riprendiamo il nostro viaggio verso Basilea.

Giunti in città, troviamo un comodo parcheggio in centro e ci immergiamo subito nell’atmosfera vibrante di questa storica metropoli sulle rive del Reno. Basilea, crocevia culturale e commerciale sin dal Medioevo, vanta una ricca tradizione universitaria: fu proprio qui che Erasmo da Rotterdam studiò e insegnò presso l’Università di Basilea, una delle più antiche della Svizzera, fondata nel 1460. Passeggiamo attraverso il quartiere universitario, respirando l’aria carica di storia, fino a raggiungere Marktplatz, dove si erge il magnifico municipio in arenaria rossa, con le sue decorazioni affrescate e la torre dell’orologio che domina la piazza.

Proseguiamo poi verso la Cattedrale di Basilea (Münster), uno dei simboli della città, con le sue caratteristiche torri gemelle e il tetto in tegole colorate. Qui riposa Erasmo da Rotterdam, il grande umanista olandese, il cui pensiero influenzò profondamente la Riforma e il Rinascimento europeo. Dopo aver esplorato i vicoli acciottolati e ammirato la vista panoramica sul Reno dalla terrazza della cattedrale, stavamo quasi per cedere alla tentazione di acquistare del cioccolato. Ma i prezzi da gioielleria ci fanno desistere, un’altra volta magari!

La Cattedrale di Basilea

Addio Svizzera, il Viaggio Continua!

La pioggia ci sorprende nuovamente, quasi a volerci accompagnare nell’ultimo tratto del nostro viaggio in Svizzera. Dopo questa breve ma intensa esperienza, decidiamo di lasciare questo Paese che, se da un lato ci ha conquistato con la sua bellezza mozzafiato, i suoi panorami incredibili e la sua ricca storia, dall’altro ci ha fatto sentire un po’ fuori posto: troppo costosa, troppo ordinata, e poco camper-friendly per i nostri gusti.

Ci portiamo via i ricordi di città eleganti e affascinanti, di montagne maestose e laghi cristallini, del profumo del cioccolato e del suono dei campanacci nei pascoli alpini. È stato un viaggio che ci ha arricchito, ma sentiamo il bisogno di nuove avventure, di luoghi più accoglienti e spontanei, dove poterci sentire davvero liberi.

Salutiamo dunque questo piccolo ma incredibile Paese, con la certezza che un giorno, magari in un altro contesto, potremmo tornare a scoprirne altri angoli nascosti. Ora, però, è tempo di rimettersi in viaggio, pronti per nuove tappe, nuove scoperte e, soprattutto, nuove emozioni da vivere sulla strada!

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francia in Camper

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la storia di ginny